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articolo pubblicato su "La Bicicletta", settembre 1999
di Enrico Caracciolo
http://www.scuoladimtb.eu/home/?page_id=898

Le strade che attraversano il fantastico paesaggio della Val di Cecina rappresentano l’occasione per un indimenticabile week-end con la propria specialissima. Dalla costa verso l’interno e ritorno, passando per Volterra, ecco antichi borghi di pietra e la seducente atmosfera di questa zona.

Alle prime luci dell’alba Montecatini Val di Cecina è un balcone che si affaccia su un mondo fantastico fatto di linee ondulate che si rincorrono senza soluzione di continuità. La Val di Cecina appare come una terra irreale, sospesa nelle nebbie mattutine, dominata dall’imponente profilo di Volterra che ha le sembianze di una nave che solca le onde del tempo. Sono onde di terra; una terra traditrice fatta di friabile argilla proprio laddove la prua della nave affonda nei misteri di una necropoli etrusca divorata da frane ed erosioni. Le Balze, così viene chiamata la grande frana, minacciano ora anche la solitudine dell’antica abbazia camaldolese.
Volterra è una piccola cittadina, ma sa di essere importante e si mostra orgogliosa della sua storia. Carattere indipendente, ha sempre guardato con fierezza e superiore distacco tutto ciò che avveniva lontano dal suo colle, ribellandosi più volte ai tentativi di sottomissione della Roma imperiale e della Firenze medicea. Le radici dell’albero genealogico di Volterra sono etrusche, e fu questo popolo nobile, guerriero e misterioso, a scoprire la pietra bianca che diventò presto il simbolo della città. Tra le pietre e nei vicoli della “città di vento e di macigno” di dannunziana memoria si avvertono i sussurri di una civiltà che rivive del Museo Guarnacci, tappa fondamentale del viaggio in questo pezzo di Toscana.

Anima bianca
L’anima della Val di Cecina è bianca. Per scoprirla basta entrare in una delle tante botteghe dove si lavora l’alabastro. Appoggio la bici a un muro e, dopo aver riempito la borraccia in un bar, mi intrufolo nella bottega di Ubaldo Pescucci e Giordano Bettini. Laddove si lavora l’alabastro tutti i colori e le forme della Val di Cecina si dissolvono in un mondo di polvere bianca. Anche nelle rughe e nelle smorfie di Ubaldo, attento cesellatore, si deposita il bianco del morbido alabastro. «È da tempo immemorabile che la vita in questa città è scandita dai tempi di lima e scalpello. Sarà un luogo comune sospirare che non è più come una volta, ma le mie mani non sanno correre; questo non è un lavoro antico, ma semplicemente umano. Qualche tempo fa hanno cercato di industrializzare la produzione dell’alabastro. Il risultato? Lasciamo perdere... l’arte non sarà mai un prodotto da supermercato, neanche nel mondo che corre».
Da quassù le strade che rotolano sulle curve della Val di Cecina sono un invito irresistibile per chi apprezza allenarsi cercando percorsi in grado di svelare i volti meno noti della nostra penisola. Se infatti si esclude Volterra, nota città d’arte, è raro sentir parlare o leggere di questa valle poco frequentata dal turista tradizionale.

Professionisti sulle strade
I veri intenditori, compresi alcuni professionisti del pedale, conoscono però bene questa zona e le emozioni che può offrire se attraversata con la propria specialissima. Tempo fa ho incontrato sui tornanti di Volterra Massimiliano Lelli e Franco Chioccioli (prima del ritiro) che affinavano la loro condizione. Andy Hampsten mi racconta che per farsi trovare ben preparato sulle salite del Giro e del Tour veniva a soffrire sugli strappi e i tornanti che si arrampicano verso Micciano. Se la condizione è buona, il percorso da noi proposto sarà l’occasione per un giro indimenticabile. Gli scorci panoramici e l’atmosfera che si respira in quest’angolo di Toscana rimarranno ben impressi per tanto tempo. Si sale e si scende, si risale e si riscende, ma la fatica è alleviata dal gusto di pedalare a testa alta per guardarsi continuamente intorno.
Montecatini Val di Cecina, Micciano, Querceto sono antichi nidi d’aquila affacciati sull’Italia autentica della provincia e delle tradizioni. Passare in questi borghi, fermarsi a riempire la borraccia o a prendere un caffè al bar, significa ritrovarsi a quattr’occhi con gente che vive e pensa senza fretta, proprio come fa chi guarda il mondo dalla sella di una bicicletta.
Se le vostre gambe stanno bene e vi va di scoprire la magìa di questa Toscana discreta, selvaggia e silenziosa, programmate qui un week-end con la vostra specialissima. Tornerete entusiasti. Provare per credere!

Il percorso ad anello
Quello proposto è un itinerario molto stimolante, sia da un punto di vista prettamente tecnico che turistico. Chilometraggio e dislivello non lo rendono adatto a chi non ha un certo allenamento in quanto, pur non presentando valichi alpini, si caratterizza per un andamento altimetrico quantomai vario e, in certi punti, impegnativo. L’anello misura 119 chilometri e il dislivello complessivo risulta essere di 1.590 metri. I tratti più impegnativi del percorso sono l’ascesa verso Montecatini Val di Cecina (8 chilometri di salita), la salita a Volterra (10 chilometri) e i tornanti che salgono verso il borgo di Micciano (5 chilometri). Se si esclude la strada statale n° 68 (principale via di collegamento tra Cecina e Volterra), toccata dall’itinerario per un totale di circa 35 chilometri, il percorso si sviluppa su strade secondarie scarsamente trafficate e quindi particolarmente adatte ad essere percorse in bicicletta. Le basi di partenza ideali per questo giro sono Cecina (sulla costa) e Volterra (nell’entroterra). Nella descrizione dell’itinerario partiremo da Cecina.

Tra boschi e vigneti
Si lascia il centro di Cecina dirigendosi verso lo svincolo della superstrada Aurelia; in corrispondenza della grande rotonda si seguono le indicazioni per Montescudaio. Dopo circa 3 chilometri si ignora la deviazione a destra verso Montescudaio e si prosegue diritti oltrepassando la ferrovia e immettendosi sulla statale 68 della Val di Cecina. Tratti pianeggianti si alternano a evidenti saliscendi fino a Ponteginori (14 chilometri), dove si continua a pedalare sulla statale 68 per 2 chilometri, fino al bivio a sinistra per Montecatini Val di Cecina. A questo punto la strada comincia a salire con una certa decisione; strappi e sinuosi tornanti si snodano in un magnifico paesaggio collinare ricoperto di boschi e vigneti: in 8 chilometri si va da 60 a 416 m per un dislivello di circa 350 m.
Dopo una visita al borgo medioevale di Montecatini, affacciato sullo spettacolare mare di colline che da Volterra digradano verso il mare, si prosegue lungo una ripida discesa (5 chilometri) che si immette sulla strada per Saline di Volterra. Dopo 1 chilometro si lascia la strada per Saline e si piega a sinistra in salita (indicazioni Azienda Agricola Lischeto) sulla bella strada che si dirige verso la città di Volterra: sono 9 chilometri in prevalente salita con le pendenze più impegnative nell’ultima parte sui tornanti che si arrampicano verso la città. Volterra merita una visita accurata quindi, se si sceglie di partire da Cecina, è consigliabile tornare qui in auto e dedicarsi a una visita a piedi nel suggestivo centro storico.

La salita a Micciano
Da Volterra si prosegue in discesa sulla statale 68 fino a Saline di Volterra (9 chilometri) dove si gira a sinistra sulla strada di Pomarance. Dopo circa 10 chilometri in costante salita (da 90 a 300 m) si gira a destra seguendo le indicazioni per Libbiano-Micciano. Dopo 5.5 chilometri di discesa si oltrepassa il fiume Adio e si comincia a fare i conti con la salita che si arrampica verso Micciano (400 m di dislivello in 5 chilometri): bisogna arrivare a questo punto dell’itinerario con i muscoli caldi e pronti a lavorare intensamente per “vincere” la cattiveria di questa stradina.
Da Micciano si prosegue in discesa sulla strada che va a costeggiare il corso del torrente Trossa; dopo 8 chilometri c’è la possibilità di fare una deviazione a sinistra verso Querceto (5+5 chilometri), magnifico borgo-castello immerso nel verde. In ogni caso si può procedere fino al successivo bivio dove si va a sinistra verso Cecina.
La strada prosegue lontana dal traffico in un ambiente naturale di rara bellezza. Si prosegue sempre dritto per Casale Marittimo (altro borgo medioevale perfettamente conservato) dove si continua sulla strada di crinale che passa per Guardistallo e Montescudaio, prima di puntare decisi, infine, verso Cecina.

Cosa vedere
Ricche le testimonianze di un percorso di millenni: dagli Etruschi ai Romani, dal Medioevo al Rinascimento.
Da non perdere i centri storici di Volterra, Montecatini Val di Cecina, Pomarance e, con una deviazione, Castelnuovo Val di Cecina. In particolare a Volterra la piazza e il Palazzo dei Priori, il Battistero e il Duomo romanico, la Fortezza medievale e il Parco Archeologico, le chiese di San Giusto, San Francesco e San Girolamo, Il Teatro Romano e il Palazzo Incontri Viti. Da non mancare, infine, una visita al Museo Etrusco Guarnacci (via Don Minzoni 15, tel. 058886347; aperto tutti i giorni) e la Pinacoteca (Palazzo Minucci-Solaini, via dei sarti 1, tel. 87580; aperta tutti i giorni).
Volterra e tutta l’alta Val di Cecina sono indissolubilmente legate alla lavorazione dell’alabastro, un artigianato artistico che vanta una storia e una nobiltà di tradizioni tutt’ora facilmente percepibili man mano che si pedala verso il colle di Volterra e, ancora di più, nel centro antico della cittadina.

Info utili
Cecina si raggiunge facilmente percorrendo la superstrada Aurelia sia venendo da nord (Livorno, Genova), sia da sud (Roma, Grosseto). In treno, la stazione di Cecina si trova sulla linea Tirrenica Roma-Torino.

Dormire e mangiare. A Cecina: Agrihotel Elisabetta, via Tronto 10/14, loc. Collemezzano, tel. e fax 0586/661392-0586/661096-0586/662308: azienda agricola del ‘700 completamente ristrutturata immersa in 25 ettari di vigneto, frutteto e oliveto; dispone di 29 camere, alcuni appartamenti con angolo cottura, tre suites, piscina e tennis; ottima la cucina. Hotel Massimo, via Zaccaria 3, Cecina Mare, tel. 0586/620216, fax 0586/620805: a 150 metri dal mare circondato da un vasto giardino con pineta; è il luogo ideale per un soggiorno tranquillo. Hotel Posta, piazza A. Gramsci 12, tel. 0586/686339-0586/685573; albergo accogliente e tranquillo nel centro di Cecina.
A Volterra: Albergo San Lino, via San Lino 26, tel. 0588/85250, fax 0588/80620: è un vecchio monastero situato nel centro storico della città a due passi dalla piazza dei Priori. Albergo Nazionale, via dei Marchesi 11, tel. 0588/86284, fax 0588/84097: in posizione centrale con bel panorama. Agriturismo Lischeto, loc. San Giusto, tel. 0586/670346: azienda agricola situata a 5 chilometri da Volterra in un posto di grande suggestione; sistemazione in appartamenti con mezza pensione: cucina tradizionale di qualità e formaggio pecorino biologico prodotto dall’a-zienda che ha 800 capi di bestiame.

Assistenza bici: Cecina: Emicicli, via Matteotti 196, tel. 0586/ 682514 dove si vendono biciclette e accessori.

Cartografia consigliata. “Costa Livornese - Entroterra Pisano”, scala 1:50.000, edizioni Multigraphic Firenze.

Indirizzi utili. Informazioni e prenotazioni: Consorzio Turistico Volterra-Val di Cecina, via Giusto Turazza 2, 56048 Volterra, tel/fax 0588/87257. Consorzio Tirreno Promo Tour, via Pietro Gori 7/A, 57023 Cecina, tel. 0586/630838, fax 0586/681436.


COPYRIGHT © La Bicicletta - Italy    

DA VOLTERRA A SAN GIMIGNANO
  Volterra (PI)

da Cycling.it   http://biciturismo.cycling.it/ricerca_itinerari/scheda_itinerari.asp?id=116

L’itinerario si snoda tra le colline poste sul confine delle province di Pisa, Firenze e Siena e consente di attraversare due importantissime città toscane, ricche di arte e storia. Volterra fu una città etrusca di grande importanza e conobbe la sua massima espansione tra il V e il VI secolo a.C, quando era a capo di una delle lucumonie etrusche e contava venticinquemila abitanti. I monumenti più importanti, il Duomo e il Palazzo dei Priori, risalgono al periodo medievale, ma non si può prescindere da una visita all’area archeologica, dove si trovano i resti del teatro romano e delle terme, e alla chiesa di San Francesco, per ammirare il ciclo di affreschi della Leggenda della Croce. Si parte dalla piazza dei Priori, da dove si segue per un breve tratto la via dei Marchesi, per deviare poi a sinistra sulla via Matteotti. Proseguendo sempre dritto in discesa, ci si infila nella via Guarnacci e si esce dalla cinta muraria attraversando la Porta Diana, per proseguire poi dritto lungo l’omonima via. La strada scende con decisione fino a raggiungere la località Prato d’Era, dove ci si immette a sinistra sulla S.S. 439d. Si corre in falsopiano lungo la valle del fiume Era, che si fiancheggia sulla sinistra, caratterizzata da prati e casolari sparsi, e al km 10.9 si raggiunge un bivio dove si lascia la principale per seguire a destra la S.P. 15, che riporta indicazioni per San Gimignano. Si inizia fin da subito a salire, laciando a sinistra la strada per Villamagna e superando le poche case di Vicarello. Entrati in provincia di Firenze, la strada si trasforma nella S.P. 4 e continua a salire fino a raggiungere un bivio. Qui lasciamo la principale, che coprirebbe un tornante sinistrorso proseguendo verso Il Castagno, e deviamo a destra sulla S.P. 62. Raggiunta con un leggero saliscendi la località Camporbiano, a un bivio deviamo a sinistra per San Gimignano e continuiamo in lieve discesa lungo la S.P. 63, che si trasforma nella S.P. 69 quando entra, poco dopo, nella provincia di Siena. Dopo un saliscendi, la strada degrada, lasciando a sinistra gli scavi di una necropoli e la deviazione che condurrebbe a vista alla Pieve di Cellole. Scartata in località Strada la deviazione a sinistra per Certaldo, si scende ancora per un breve tratto e poi si risale fino a giungere ai piedi delle Mura di San Gimignano, che si varcano attraverso la Porta San Matteo. Si attraversa il centro salendo fino alla piazza del Duomo, dove si lascia a destra la superba Collegiata, e poi si scende attraversando la piazza della Cistarna e uscendo dalla città attraverso la Porta San Giovanni. Imboccata la S.P. 47, si scende fino al ponte sul torrente Riguardi e poi si risale, raggiungendo Castel San Gimignano e la S.S. 68, che si imbocca a destra. Seguendo sempre la principale, con un percorso ondulato e alcuni vivaci saliscendi si arriva in località Roncolla da dove, lasciata a destra la S.S. 439d della Val d’Era, ha inizio la salita finale che condurrà in centro a Volterra. Giunti alla base delle mura, si percorre il viale dei Ponti e si devia poi a destra, per salire in breve alla piazza dei Priori.


Da BIKE HOTELS TUSCANY

http://www.bikehotelstuscany.com/itinerari-cicloturismo-percorsi-mtb-mountain-bike-strada-toscana.asp?id=37
Percorso: Volterra - Mazzolla - Roncolla - Villamagna - Montecatini Val di Cecina

Distanza: 49 km

Tipo di strada: asfalto

Difficoltà: facile-media

Percorso: Da Volterra si prende la direzione per Colle Val d’Elsa lungo la statale 68, la si segue per 5 Km in prevalente discesa fino al bivio per Mazzolla dove si volta a destra, da qui sono altri 3 Km con
una breve discesa e poi una breve ma impegnativa salita fino a quota 351 del borgo di Mazzolla. Da Mazzolla si torna indietro fino a riprendere la strada statale 68 che si lascia prima di Volterra
in località Roncolla voltando verso destra (direzione nord), da qui si scende velocemente da quota 346 del bivio fino ai 140 mt s.l.m del ponte sul fiume Era dopo 5,5 Km dopo il bivio.
 
Da qui si prosegue per Villamagna, si prende a destra in direzione nord e la strada comincia a salire da quota 100 mt fino ai 280 di Villamagna con uno strappo finale piuttosto impegnativo. Da Villamagna si scende fino al ponte sul fiume Era che si passa raggiungendo la strada 439 della Valdera. Da que-
sto bivio si procede verso destra (direzione nord ovest) si percorre 1 Km e quindi si volta a sinistra (direzione sud) prendendo la strada “Bacchettona” per San Giovanni e Montecatini Valdicecina, la quota del bivio è di 78 mt s.l.m, la strada prosegue con alcuni saliscendi fino al bivio per Montecatini a quota 180, e da qui per Montecatini Valdicecina



Percorsi per Bikers: Volterra
Da http://www.campinglepianacce.it/index.php

Percorso Molto impegnativo per chi ama il paesaggio Etrusco. Volterra meta turistica di grande interesse storico e culturale. Strada asfaltata con difficoltà da Saline di Volterra - Volterra pendenza media 6%.
Tappe:
Camping Le Pianacce, Via Bolgherese, Viale di Bolgheri x Bibbona, Via Camminata x  Casale M., Bivio Casale x Ponteginori, Ponteginori, Saline di  Volterra, Volterra, Ritorno  al Camping Le Pianacce.


Il percorso

Tratto dalla rivista "Itinerari e Luoghi in bici" supplemento al n°102 del 5/2001 (Anello a Volterra, la Foresta di Berignone-Tatti)


Da Mazzolla si parte subito in discesa imboccando la ripida sterrata verso la valle del torrente Fosci seguendo le indicazioni per l'azienda Barbaiano. Alla fine della discesa (2 km) si pedala mantenendosi sulla destra orografica dei torrente Fosci (ignorate le deviazioni sulla destra) continuando a seguire le indicazioni per l'azienda Barbaiano. Giunti al bivio per l'agriturismo (visibile in alto a destra) si mantiene la sinistra seguendo la sterrata che sale fino al Castello di Luppiano (XIV sec.) e dopo, con maggior decisione a tornanti, fino alla S.S.68 (asse di collegamento Volterra-Colle Val d'Elsa) in località Spicchiaiola. Si prosegue a destra (direzione Colle Val d'Elsa) per circa 4 km sulla grande strada asfaltata fino al bivio per Ponsano sulla destra. La stradina asfaltata scende per 2.5 km fino a un bivio dove si prende la sterrata a destra (indicazione Ponsano-azienda Orgiaglia) che continua a scendere fino alla loc. Ponsano e al fondovalle nei pressi del podere Valle (visibile sulla sinistra). Da questo punto si sale per 1.6 km fino alla località Dispensa (a destra deviazione verso l'agriturismo Orgiaglia) dove si attraversa la sbarra che segna l'ingresso nella Foresta di Berignone-Tatti. Si pedala ancora in salita per 2.6 km e raggiunto il punto più alto dell'itinerario (515 mt) si prosegue per 1.7 km, prima in falsopiano poi in discesa aggirando il monte Soldano, fino all'area di sosta attrezzata la Venella (sorgente, tavoli per picnic e percorso didattico). Dopo 800 m si raggiunge un incrocio a T dove si piega a sinistra seguendo la discesa a tornanti che raggiunge (3 km) il podere Capannone. Giunti sulla pianura si gira a sinistra verso gli affascinanti ruderi del castello dei Vescovi: 2 km pressoché pianeggianti e salita ripida finale di 600mt. Si torna indietro fino al podere Capannone dove si prosegue diritti superando una sbarra (ignorate la deviazione a sinistra); oltrepassato il fiume comincia la salita (dopo 1 km bivio a destra) inizialmente impegnativa, poi più dolce sul crinale che raggiunge il borgo di Mazzolla (6 km).


15 Ottobre - Colli degli Etruschi - Volterra

- Il percorso -

Il percorso si svolge interamente su strade bianche (salvo alcuni raccordi in asfalto).Partiamo dal parcheggio e ci dirigiamo verso Volterra costeggiando le mura e i ruderi dell’antico teatro romano.Entriamo nel centro storico dalla porta Fiorentina e ci ritroviamo in piazza dei Priori per una foto di gruppo.Usciamo dalla cittadina attraverso la Porta Etrusca e percorriamo circa 2 km della SS68 fino a trovare un bivio sulla sx che in discesa ( 1.5 km in parte sterrati )ci conduce ad una strada asfaltata.Attraversata la provinciale prendiamo subito a dx una larga strada bianca che in 3 km( dapprima in discesa e poi in salita)ci conduce ai piedi del monte Voltraio.
Da qui la strada prosegue in falso piano per altri 4 km fino a trovare una ripida salita lunga 1,5km che porta al Castello di Pignano(antico castello la cui costruzione risale al XII secolo).
Ancora 1 km di falso piano fino ad incrociare una strada asfaltata che seguiremo per circa 4 km .Arrivati al bivio per Spicchiaiola ci immetteremo nello sterrato sulla ns sx in discesa veloce per 4 km passando di fianco al castello di Luppiano Proseguendo ci aspettano a questo punto 4 km di pianura e 2 km di salita piuttosto ripida che ci condurranno a Mazzolla.Qui troveremo un po’ di acqua.Ripartiremo in discesa per circa 4.5 km fino ad incontrare un raccordo impegnativo (lungo solo 0.5km).Superato questo raccordo i percorsi,finora comuni,si dividono.Chi vuole rientrare prosegue in direzione di Volterra ancora su strada sterrata per circa 3 km ed asfaltata per altri 4 fino ad arrivare al parcheggio.La variante prevede invece di proseguire in direzione sud dove ci attendera’ ancora una salita (di circa 1.5 km) oltre ad un po’ discesa in direzione di Saline di Volterra(in tutto 6 km).Dalla stazione di Saline non è possibile immettersi subito sulla massicciata ferroviaria perché qui sono ancora presenti i binari. Il primo tratto della storica ferrovia è infatti ancora utilizzato per le manovre dei convogli provenienti da Cecina. Si deve quindi seguire la statale che sale verso Volterra fino ad individuare, sulla destra, Via Pia. Imboccatala, ci si mantiene sulla stradella superando alcune recenti costruzioni. Quando la via diviene sterrata si supera un fossato e poco dopo si giunge sullo storico tracciato ferroviario (riconoscibile perché rettilineo e fiancheggiato da baracche in legno). Lo si segue a sinistra, lungo il suo tranquillo percorso pianeggiante nella incisa valletta del Botro dei Canonici. Si supera il primo casello della ferrovia,e da qui si prosegue sempre in piano,immersi nel circostante paesaggio, caratterizzato da singolari fenomeni erosivi noti con il nome di “biancane”.
Sulla massicciata ferroviaria, qui larga e ben sistemata, si arriva velocemente ad un secondo casello.. Era qui che il locomotore innestava la sua “terza ruota”, la cremagliera, iniziando la sbuffante salita a Volterra. Fino ad ora la massicciata ferroviaria, della lunghezza di 3590 m, ha avuto una pendenza irrilevante, inferiore al 25 per mille. Tenendosi diritti al bivio si continua sul tracciato ferroviario, fiancheggiato ora da alberi ed arbusti, che si addentra tra le colline offrendo grandi spunti panoramici su Volterra e sulla campagna che circonda la cittadina. In particolare si rimane colpiti dallo spaventoso, rossastro salto di roccia visibile sotto le case più occidentali di Volterra: sono queste le famose Balze che contribuiscono ad aumentare il fascino paesaggistico della cittadina pisana. La massicciata ferroviaria, larga e con accentuata ma costante pendenza (tutto il tratto a cremagliera, infatti, aveva una pendenza fissa del 100 per mille), transita davanti al terzo casello (coperto dalla vegetazione) e quindi esce allo scoperto tenendosi rialzata e fiancheggiando terreni aperti.Sempre in leggera salita si supera su un ponticello una stradella asfaltata che fiancheggia per un certo tratto la via che conduce a Le Guadalupe, il tracciato ferroviario inizia il largo semicerchio necessario per giungere a San Lazzaro(dove era situata la vecchia stazione di Volterra).E’ qui che si incontra l’unico tratto in cui la massicciata è franata e ci costringe quindi a svoltare sulla strada asfaltata a fianco percorrendo l’ultimo tratto(circa 4 km) fino alla partenza.

GIOVO BIKE



 

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Fin dove il cuore mi resse
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(Vincenzo Cardarelli)
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